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Carturo

Carturo

Carturo è paese antico, come hanno dimostrato i ruderi romani rinvenuti vicino all’antico cimitero nel XIX secolo.

Andrea Gloria ritenne che il nome di Carturo derivi direttamente dalla "Gens Cartoria" di chiara origine romana. A riprova di ciò su parecchie tegole ritrovate durante scavi o lavori di sterro era impresso il timbro "cartoriana". Indizio di antichità furono anche i ruderi di una casa romana scoperti nel secolo scorso tra il sagrato e il cimitero della vecchia chiesa.
Il tutto però andò distrutto nel corso delle devastanti inondazioni del Brenta.

Carturo, intorno all’anno 1000, fu la sede di uno di quei castelli che rappresentarono il punto di forza e di partenza per la riaffermazione del dominio dei padovani sul territorio circostante. In questo caso esso significava il controllo reale sul passaggio del fiume e su una via di comunicazione tra Vicenza, Treviso e Padova. I primi signori del luogo furono i Maltraversi, divenuti poi Da Carturo e quindi Da Cittadella, che ottennero l’investitura di queste terre direttamente dall’imperatore Ottone, poco prima del Mille.

Carturo venne depredata una prima volta dai veronesi nel 1198, con uccisione degli abitanti. Successivamente, nel 1202, i veronesi e i vicentini uniti catturarono e distrussero i due castelli di Carturo e Canfriolo. Nel 1222 Guglielmo Da Carturo lo riedificò, ma fu nuovamente distrutto nel 1236 dall’imperatore Federico II nel suo passaggio di ritorno in Germania. Nonostante i Da Carturo si schierassero con Ezzelino, non poterono evitare di incorrere nei suoi sospetti: egli li fece trucidare, così come fece incendiare il castello uccidendone le guardie e facendo prigionieri gli abitanti. Il castello probabilmente non fu più ricostruito e da una testimonianza del 1623 apprendiamo che all’epoca ne rimanevano solo i ruderi della torre, che emergevano dalle acque del Brenta.



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